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lunedì 18 giugno 2012

Libro: Radetzky's Marches: The Campaigns of 1848 and 1849 in Upper Italy


Si tratta di un bel libro sulla nostra Prima Guerra di Indipendenza; l'unico termine di paragone che ho è il libro del Piero Pieri "Storia militare del Risorgimento". Innanzitutto il libro di Michael Embree è più dettagliato trattando solo il primo conflitto mentre il Pieri espone circa 50 anni di guerra e insurrezioni. Secondo punto è sicuramente meno agiografico, infatti pur essendo un'opera notevole il Pieri non riesce ad uscire dall'abitudine degli storici nostrani formatisi prima della guerra di un certo campanilismo più o meno velato, farcito di termini aulici. Embree invece è asettico, espone e commenta le operazioni belliche in maniera precisa senza commenti di contorno, elenca reparti, organici e fornisce i resoconti di azioni anche minori.

Dal libro esce comunque imponente la figura del vecchio maresciallo Radetzky, che pur in una situazione strategica difficile riuscì a risollevare le sorti dell'esercito austriaco spesso rischiando grosso e a battere i Piemontesi, il cui alto comando risultò invece difettoso e poco propenso al rischio e all'azione risolutiva. Anche i volontari ne escono male: soprattutto gente di città (le campagne non appoggiare quasi nulla la rivolta), male organizzati, con le prime sconfitte molto spesso lasciavano i ranghi e tornavano a casa. Cosa poco nota: i reparti italiani nell'esercito austriaco durante la guerra erano parecchi (anche se è vero che alcuni disertarono nelle prime settimane della rivolta, ma la maggior parte tornò a casa non si appoggiò i volontari).